Studio Severoni | Bullismo
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Bullismo

Spesso la cronaca deve affrontare il delicato  tema del bullismo, nelle sue molteplici manifestazioni.

E’ necessario,  focalizzare l’attenzione su tale fenomeno, in quanto  rappresenta  un forte disagio infantile e adolescenziale. 

Bisogna, quindi,  porre molta attenzione  sulla prevenzione e promozione del benessere personale e sociale.

Le espressioni del disagio in età evolutiva, infatti, possono essere molteplici, in relazione alle caratteristiche di personalità e ai diversi contesti socio-familiari.

Uno dei luoghi nel quale  si verificano episodi di bullismo   è, la scuola .

Infatti, oltre alle generali difficoltà di apprendimento e relazionali, che possono sfociare nell’abbandono scolastico e nel drop out, si evidenzia  il fenomeno del bullismo.

La prepotenza nei confronti  dei compagni, origina  una situazione di disagio in cui i vari soggetti coinvolti sviluppano  vissuti emotivi  in relazione diversi in relazione al ruolo rivestito.

I protagonisti  del fenomeno sono: da una parte il bullo ( o bulli) che,  ripetutamente e nel tempo, sfruttano una posizione di superiorità per aggredire, derubare, isolare,  insultare  o deridere un compagno.

Dall’altro la vittima che, senza essere in grado di reagire e di ribellarsi, sperimenta una condizione di profonda sofferenza, di grave svalutazione della propria identità, di crudele emarginazione: se non protetta opportunamente, può chiudersi in se stessa e cedere allo sconforto della solitudine e dell’impotenza.

Al contrario di quanto si possa pensare, bulli e vittime non sono gli unici protagonisti degli episodi di prepotenza, in quanto un ruolo fondamentale è giocato dagli “esterni”, cioè i compagni che quotidianamente assistono a tali episodi o sono a conoscenza del loro verificarsi.

Se non individuato per tempo o male interpretato, le difficoltà legate al bullismo possono accrescersi, lo sviluppo e l’integrazione sociale essere irreparabilmente compromessi.

La rilevazione dei segnali di disagio deve riguardare e coinvolgere ogni soggetto della rete sociale e deve essere multidisciplinare, comprendendo sia fattori socioculturali che psicologici, in un ottica evolutiva.

Sentinelle dei segnali di disagio devono essere: la famiglia, la scuola e l’ambiente sociale dove vive il  bambino e/o l’adolescente.

La prevenzione è quindi possibile,  se si mette   l’ambiente sociale ( famiglia e scuola in primis), in condizione di comprendere e valutare i segnali di disagio. Per realizzare tale prevenzione sarebbero quindi, necessarie risorse in grado di aiutare la famiglia e attuare corsi di  formazione per gli insegnanti.

Occorre dunque rivolgere maggiore attenzione non solo alle conseguenze  del bullismo, ma anche alle numerose variabili che aumentano la vulnerabilità del bambino ( fattori di rischio ) e alle risorse suddette, per prevenire gli effetti negativi ( fattori di protezione ).

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