Studio Severoni | Coppia moderna…..Vecchi modelli
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Coppia moderna…..Vecchi modelli

Quando i componenti di una giovane coppia hanno un lavoro di successo e si mantengono autonomamente tutto è bello e facile. Ognuno ha il proprio lavoro, la propria casa e svolge una vita indipendente con momenti di intimità. Questa vita fatta di un reciproco viziarsi li soddisfa pienamente. La coppia si sente alla pari; stessa forza, stesso valore e stesse competenze. Perché una volta che si va a vivere insieme tutto questo si annulla?
La causa da evidenziare è il potere dei modelli.
 
La cultura tramandata dalle generazioni precedenti in merito alla divisione dei ruoli, condiziona la vita di coppia. Quando nasce una nuova famiglia, i partners pensano di regolare la vita familiare secondo principi diversi rispetto alla famiglia di origine. Ma purtroppo senza accorgersi di nulla si orientano verso i vecchi modelli, cioè come hanno vissuto con i propri genitori.
 
I mariti che si alzano da tavola senza pensare a sparecchiare si comportano come i loro padri; le mogli che si sentono in colpa perché il frigorifero è vuoto o perché si sono dimenticate di stirare le camicie, impersonano il ruolo delle madri. Non è semplice e facile comportarsi in modo diverso rispetto ai propri genitori quando ci si trova nella stessa situazione. Questo accade nella maggioranza delle coppie, in quanto i modelli comportamentali appresi ci condizionano già da piccoli. E proprio quando pensiamo di modificare i nostri comportamenti e vogliamo gettare a mare tutto il passato, corriamo il rischio non solo di continuare sui vecchi modelli appresi, ma a volte di enfatizzare gli stessi. Ciò vale per entrambi i sessi. Quando le donne rimproverano gli uomini di comportamenti maschilisti, dovrebbero domandarsi se loro stesse non si stiano calando nel ruolo di domestiche e madri dando così all’uomo la possibilità di fare il signore.
 
Cosa fare? Ci dobbiamo rendere conto che il modello trasmesso dai nostri genitori è più forte e radicato di quanto vogliamo ammettere. Quindi non dobbiamo arrabbiarci con noi stessi, ma prenderne coscienza come dato di fatto; questo vale sia per l’uomo che per la donna. Una volta presa coscienza della situazione, è possibile iniziare un percorso di apprendimento e modificare i nostri comportamenti. Le critiche rivolte alle mogli devono essere un momento di riflessione per i mariti, atto a verificare e correlare i propri comportamenti con quelli appresi dai propri padri. Nello stesso modo, le donne si devono rendere conto che il ruolo di donna di casa, di madre e di moglie, non dipende dall’uomo, ma dal ripercorrere le stesse orme delle proprie madri.
 
Prendere consapevolezza di tale situazione consente di correggere i propri comportamenti e di non attribuire sempre le colpe al proprio partner.
 
Infine, bisogna avere il coraggio di staccarsi dal cordone ombelicale della famiglia di origine, riguardo ad abitudini e comportamenti per crearne di nuovi, come è nuova la famiglia che si va a formare.